La casa sul confine della sera - 2016

Riprendono gli incontri al Museo. Si inizia con Paolo Nori e Giancarlo Ilari che presentano PARMA (e pò pù) il 22 maggio alle ore 18.
Questo è il programma completo:
22 maggio ore 18:00 PÄRMA (e po' pù)
domenica Reading con Paolo Nori e Giancarlo Ilari - Ideazione a cura di Raffaella Ilari
Ingresso 10 €; ridotti 8 €. Visti gli spazi ridotti a disposizione, prenotare all'indirizzo info@amiciguatelli.it

27 maggio ore 20:30 LA LUNA È DEI LUPI (Salani)
venerdì di Giuseppe Festa - Introduce Giorgio Mezzatesta - Interventi musicali di Mario Ferraguti

17 giugno ore 20:30 LA VOCE DELLE CASE ABBANDONATE
presentazione animata del libro di Mario Ferraguti e del video di Andrea Rossi “Dieci esercizi per entrare in una casa abbandonata”

24 giugno ore 20:30 OCEANO
presentazione del libro di Francesco Vidotto
“mi chiamo Oceano, sono boscaiolo, e non ho mai visto il mare: questa è la mia storia”

A dire il vero c'è stato anche un "prologo", a dir poco delizioso, con i bambini della Scuola di Musica In Crescendo. I piccoli e piccolissimi musicisti hanno dato vita ad un concerto vero e proprio con musiche anche di non facile esecuzione.
A questo indirizzo puoi scaricare il volantino completo: http://www.amiciguatelli.it/documenti/serate16/Volantino16_A4.pdf

I nostri biscotti (ovvero, la nostra Cookie Policy)

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Buon anno e... buon appetito!

Gli Amici di Ettore e del Museo.

Caccia all'oggetto misterioso - Prima puntata

Una nostra amica, Nadia, ci ha segnalato questo oggetto che ha trovato in una vecchia casa vicino a Varsi. Non siamo ancora riusciti a capire cosa sia. Gino, vero segugio per queste cose, ha ipotizzato che sia un mezzo per tirare le fasce degli "elastici" (elàstigh), quei "sotto-materassi con le molle elicoidali che si usavano una volta (e qualcuno li usa ancora) che chiamavano anche casón. E' solo un'ipotesi. Qualcuno ci sa dire qualcosa di più?
Le foto purtroppo non sono chiarissime, cercheremo di aggiungerne altre appena le riceveremo.

Tina Modotti - La nuova rosa

Uno potrebbe anche non crederci, ma dopo tanti anni e tante chiacchiere a vuoto siamo riusciti ad organizzare la gita. E che gita! A dire il vero non eravamo moltissimi, ma è stata comunque piacevolissima. Un po' faticosa perché Udine non è proprio lì dietro l'uscio e in un solo giorno è un bel viaggetto. Si aggiunga che l'autista ha, dopo Padova, perso la strada facendoci perdere una buona ora e si capirà perché alla fine eravamo abbastanza stanchi. Ma ne valeva la pena.

Come tutti sapete, la meta era l'inaugurazione della mostra su Tina Modotti la cui organizzazione, dopo la scomparsa di Riccardo Toffoletti, è stata portata a compimento da Marì Domini con la collaborazione di altre splendide persone che abbiamo avuto modo di conoscere.

Diciamo subito che siamo stati (non esagero) stra-privilegiati. Quando abbiamo saputo che l'inaugurazione si sarebbe tenuta alle diciotto, preoccupati che la cosa finisse troppo tardi, abbiamo chiesto a Marì se potevamo vedere prima la mostra. Lei ci ha fatti entrare poco dopo le undici, cioè appena arrivati, insieme ai giornalisti convocati per la conferenza stampa. Così ci siamo potuti accodare a questi e seguire, con tutta calma e senza confusione la spiegazione dei professori Claudio Natoli e Paolo Ferrari, curatori della mostra, e del professor Antonio Cobalti, del Comitato Scientifico e destinatario del lascito di foto e documenti da parte di Jolanda Modotti, sorella di Tina.

Dopo pranzo (ecco, forse quello potevamo organizzarlo meglio, devo dire: sarà per la prossima volta) ci siamo goduti una breve ma interessante visita alla città.

Alle diciotto, quando siamo tornati alla Casa Cavazzini, sede del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea che ospita la mostra, ci siamo resi conto del privilegio di cui avevamo goduto. Le sale erano gremite e fuori, nella piazza, c'era una lunga fila in attesa di poter entrare. Evviva gli udinesi se hanno la sensibilità per comprendere una simile iniziativa e sono disposti a sobbarcarsi una lunga attesa pur di visitarla. E congratulazioni vivissime ai nostri ospiti.

Largo a Baldini!

Molti di noi, quando fanno le guide al Museo e si trovano nella stanza dei vetri, fanno fatica a non ripensare alla sera di qualche anno fa in cui l'amico Giuseppe Bellosi venne al Museo e ci regalò un'indimenticabile lettura del testo La fondazione, dello scrittore e poeta romagnolo Raffaello Baldini: è un testo che sembra scritto per Ettore e su Ettore.

Proprio oggi Giuseppe Bellosi ci ha invitati alla manifestazione Largo a Baldini!, che si terrà a Ravenna dal 23 al 25 ottobre. In una serei di incontri che si preannunciano davvero interessanti, verrà ricordato il grande autore di Santarcangelo: parteciperanno, tra gli altri, lo stesso Bellosi, Paolo Nori, Ivano Marescotti e tanti altri. Ci sarà, tra l'altro, modo di parlare anche di un altro grande poeta, pure dialettale: Fabrizio De André. Se capitate dalle parti di Ravenna, non perdetevi questo evento! E se non ci capitate per caso, val senz'altro la pena di andarci apposta! Potete scaricare il programma dal link qui sotto.

Spello - c'era una volta la civiltà contadina

Siete mai stati a Spello? No? Non sapete cosa vi siete persi. Ci siete già stati? Splendido, vero? Perugino, Pinturicchio, viuzze pittoresche, vista sulla pianura dall'alto, e tante altre cose. Ma scommetto che non avete fatto caso ad un'insegna fatta in casa all'inizio di un borghetto al numero 42 di Via Consolare: “Mostre: c'era una volta la civiltà contadina”.

Incuriositi siamo entrati nel borghetto. La porta era chiusa e un cartello indicava un numero di cellulare da chiamare per visitare la mostra. Stavamo per rinunciare, ma un signore, uscito da una porta vicina, ci chiede se volevamo visitare la mostra.

Entriamo. L'ambiente è piccolo, un unico locale ingombro all'inverosimile. Beh, inverosimile per chi non è abituato al Museo Guatelli, ovviamente. Il creatore della raccolta, Francesco Bucciarelli, ci spiega che sono in parte oggetti di famiglia ed in parte cose raccolte. Ci sono valige, pentole, damigiane, una mostatrice a mano, un “prete”, setacci e tante altre cose. Ci sono persino dei giochini fatti da lui che ci ricordano molto quelli del nostro Luigi.

Il locale era la cantina della casa ed è ancora dotata di un torchio che in realtà si stenta un po' a riconoscere in mezzo quella sarabanda i cose, ma che, visto da vicino, appare molto interessante. Ma la vera sorpresa sta sotto. Il torchio si trova direttamente sopra ad un'apertura del pavimento ed il vino colava, tramite alcune condutture in terracotta, nell'ipogeo: una grotta scavata direttamente nel tufo che scende con ripide scale, poi si biforca e porta a due stanze circolari dove veniva conservato il vino. Il tutto accuratamente restaurato e visitabile.

Il proprietario, evidentemente soddisfatto di avere finalmente dei visitatori interessati, ci racconta dell'indifferenza delle guide e dell'amministrazione, dei sacrifici per realizzare e conservare la raccolta.

Alla fine ci regala un libro con la sua dedica. Gli promettiamo di parlare di lui con i nostri amici, gli spieghiamo che siamo guide di un museo più grande, ma non meno pieno di problemi.

Ed ecco mantenuta la promessa. Se andrete a Spello, visitate le sue meraviglie rinascimentali, ma non trascurate una visitina al nostro amico Francesco.

Quando Ettore Guatelli era consigliere comunale

Pubblichiamo un bell'articolo scritto qualche tempo fa dal nostro amico Ubaldo Delsante e mai pubblicato. L'articolo ricorda i tempi in cui venne iniziata la costruzione della Strada Buca di Collecchio, che avrebbe dovuto essere la prima circonvallazione del paese, svelando retroscena decisamente pittoreschi e concludendo con qualche rima davvero divertente. Buona lettura!

Visita studenti Tannenbusch-Gymnasium e Liceo Romagnosi

Nell'abito dello Scambio Culturale COMENIUS, gli studenti del Tannenbusch-Gymnasium (Bonn) hanno ricambiato la visita che i ragazzi del Liceo Romagnosi avevano fatto a Bonn nella primavera scorsa. Gli ospiti, accompagnati dal prof. Giovanni Pizzo e dalla Prof.ssa Frederike Kemper, hanno potuto conoscere diverse realtà della città e della provincia. Il 30 settembre hanno anche visitato, insieme alla IV G del Romagnosi accompagnata dalla Prof.ssa Emanuela Montagna, il Museo Guatelli di Ozzano Taro e guidati dalla dr.ssa Francesca Celato, una delle guide "poliglotte" del museo.

Altre due repliche de "La cosa principale", di e con Laura Cleri

Visto l'enorme successo di pubblico e di critica che Laura Cleri ha raccolto con il suo magnifico spettacolo "La cosa principale", questa sera e domani andranno in scena altre due repliche: stesso posto, stessa ora (alle 19). Entrambe le serate hanno già registrato il tutto esaurito, ma Laura sta già redigendo una ulteriore lista d'attesa: chissà che non ci scappi un'altra replica! Nel frattempo, potete gustarvi qualche immagine dello spettacolo in questa galleria sul sito di Replubbica.it.